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giovedì 30 luglio 2015

Pitching, Flipping e Skipping. Tre lanci... un solo risultato: Black bass!

Quante volte avete sentito parlare di “pitching”? Di “flipping”? Oppure di “skipping”?
Sulle prime devo ammettere di aver preso ben poco sul serio quella persona che per prima me ne parlò e di averla etichettata come sbruffone. Uno di quelli che si riempie la bocca di inglesismi solo per il piacere di fingere conoscenza. Ma, una volta osservato il loro funzionamento, devo ammettere che, al di là del nome che denota solamente la loro origine, sono davvero tecniche essenziali da conoscere se si vuole insediare il black bass in modo efficace e con una sicura resa.
Suddivideremo questo articolo in due parti e le renderemo più schematiche, e quindi più facili, possibili.
La prima sezione tratterà il vero corpo della nostra discussione quindi la tecnica di lancio ed analizzeremo in dettaglio ogni fase di quest'ultimo.
Nella seconda vedremo dove, quando e con quali attrezzature cimentarci nell'apprendimento e, soprattutto, per avere una maggiore efficacia.


PITCHING:
Forse, a mio parere, il più semplice. Quindi inizierei dalle basi.
Mano destra che tiene salda la canna da casting. Pollice di questa mano che mantiene ferma la bobina del mulinello. Esca nella mano sinistra, tra pollice ed indice.
Questo è la posizione di partenza. Ora con una semplice oscillazione della canna dal basso verso l'alto (con un movimento a pendolo) libereremo l'esca dalla nostra mano sinistra ed al contempo lasceremo la bobina libera di ruotare nel momento che l'esca avrà preso la giusta velocità e forza centrifuga.
L'esca compirà una traiettoria bassa sull'acqua ed atterrerà leggera senza rumore anche a grande distanza.

FLIPPING:
Super, super, super utile. Ma anche di livello avanzato.
La posizione base è la seguente: mulinello bloccato (ebbene si la lunghezza della lenza e quindi la profondità e gittata la sceglierete voi in base alla vostra distanza dalla cover), il filo che fuoriesce dal mulinello andrà “agganciato” con l'indice della mano sinistra a circa 40/50 cm dal mulinello stesso.
In questo modo variando la distanza della mano sinistra dalla canna varierà il filo in bando e l'esca si avvicinerà a noi.
Il lancio avverrà alzando la canna ed aumentando la distanza appena descritta. L'esca si solleverà sopra l'acqua. Poi, con un movimento della canna simile a quello descritto per il pitching, lanceremo sotto canna “a pendolo” liberando nello stesso momento il filo trattenuto con la mano sinistra.

SKIPPING:
Cosa c'è di meglio che presentare l'esca dentro casa del bass? Questo lancio lo permette!
Esistono due modi per eseguire questo lancio: lancio sotto canna e lancio laterale a due mani.
Il primo si esegue con un veloce gioco di polso che permette alla punta della canna di sfiorare la superficie dello spot e con un lancio a pendolo far letteralmente rimbalzare ( dall'inglese “Skip”, saltare) l'esca sull'acqua vicina alla cover e farla cadere all'interno di essa.
Il secondo ci permette di rimanere più lontani dalla cover ma a discapito della precisione. Si esegue lasciando circa 30 cm tra l'esca e la cima della canna e partendo con la canna laterale al corpo e parallela alla superficie e tenendola con due mani caricare il lancio. L'esca anche in questo caso rimbalzerà sull'acqua a patto di sceglierla (e vale per entrambi i casi) di un tipo compatto e tenerla il più spiombata possibile.

Ma quando utilizzarli? E perché uno piuttosto di un altro?
Dobbiamo fare una piccola premessa. Come molti già sanno il blackbass è un predatore degno di questo nome. Molti di questi utilizzano ostacoli di vari tipi come rifugio ma anche come luoghi dove lanciare i propri agguati ed il centrarchede non è da meno.
Chiaro quindi che, essendo un pesce estremamente territoriale, il solo trovarsi una preda “dentro casa” lo spingerà ad attaccare secondo molteplici motivazioni.
Questo il “perché” usare queste tecniche. Ma quando?
In determinate stagioni (vedi autunno) e giornate (nuvolose a tratti sereno) il bass non esiterà ad attaccare i nostri artificiali.
Ma durante di una forte perturbazione oppure con condizioni di acqua molto velata oppure ancora nelle giornate calde estive quando cerca refrigerio la nostra preda si nasconderà all'interno di quella che gli americani chiamano “cover” ovvero tutti quei luoghi dove la vegetazione è preponderante in corrispondenza della sponda o addirittura quando si protende sopra la superficie. Questi spot sono da sondare con estrema cura utilizzando il pitching, flipping o skipping a seconda della distanza dalla cover oppure ancora dalla capacità del bass di poterci scrutare ovvero la limpidezza dell'acqua. Skipping (lancio laterale), pitching/skipping (lancio sottocanna), flipping in quest'ordine rappresentano in maniera decrescente la distanza che potremo raggiungere.
Queste tecniche ci permetteranno di stanare il bass da luoghi davvero ingombri e la reazione può essere davvero esplosiva. Dovremo quindi scegliere attrezzi potenti (a volte eccessivi ma fidatevi che più sicurezza significa meno slamate e sofferenze per il pesce): la canna (ovviamente da castinc) sarà compresa tra i 6'6” e i 7'6” con un potenza anche di 2oz.
Un buon 25lb di trecciato è il giusto compromesso tra resistenza e diametro.
Non vi rimane che allenarvi e mai demordere perché come per ogni cosa l'allenamento rende perfetti.


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