Quante volte avete sentito parlare di
“pitching”? Di “flipping”? Oppure di “skipping”?
Sulle prime devo ammettere di aver
preso ben poco sul serio quella persona che per prima me ne parlò e
di averla etichettata come sbruffone. Uno di quelli che si riempie la
bocca di inglesismi solo per il piacere di fingere conoscenza. Ma,
una volta osservato il loro funzionamento, devo ammettere che, al di
là del nome che denota solamente la loro origine, sono davvero
tecniche essenziali da conoscere se si vuole insediare il black bass
in modo efficace e con una sicura resa.
Suddivideremo questo articolo in due
parti e le renderemo più schematiche, e quindi più facili,
possibili.
La prima sezione tratterà il vero
corpo della nostra discussione quindi la tecnica di lancio ed
analizzeremo in dettaglio ogni fase di quest'ultimo.
Nella seconda vedremo dove, quando e
con quali attrezzature cimentarci nell'apprendimento e, soprattutto,
per avere una maggiore efficacia.
PITCHING:
Forse, a mio parere, il più semplice.
Quindi inizierei dalle basi.
Mano destra che tiene salda la canna da
casting. Pollice di questa mano che mantiene ferma la bobina del
mulinello. Esca nella mano sinistra, tra pollice ed indice.
Questo è la posizione di partenza. Ora
con una semplice oscillazione della canna dal basso verso l'alto (con
un movimento a pendolo) libereremo l'esca dalla nostra mano sinistra
ed al contempo lasceremo la bobina libera di ruotare nel momento che
l'esca avrà preso la giusta velocità e forza centrifuga.
L'esca compirà una traiettoria bassa
sull'acqua ed atterrerà leggera senza rumore anche a grande
distanza.
FLIPPING:
Super, super, super utile. Ma anche di
livello avanzato.
La posizione base è la seguente:
mulinello bloccato (ebbene si la lunghezza della lenza e quindi la
profondità e gittata la sceglierete voi in base alla vostra
distanza dalla cover), il filo che fuoriesce dal mulinello andrà
“agganciato” con l'indice della mano sinistra a circa 40/50 cm
dal mulinello stesso.
In questo modo variando la distanza
della mano sinistra dalla canna varierà il filo in bando e l'esca si
avvicinerà a noi.
Il lancio avverrà alzando la canna ed
aumentando la distanza appena descritta. L'esca si solleverà sopra
l'acqua. Poi, con un movimento della canna simile a quello descritto
per il pitching, lanceremo sotto canna “a pendolo” liberando
nello stesso momento il filo trattenuto con la mano sinistra.
SKIPPING:
Cosa c'è di meglio che presentare
l'esca dentro casa del bass? Questo lancio lo permette!
Esistono due modi per eseguire questo
lancio: lancio sotto canna e lancio laterale a due mani.
Il primo si esegue con un veloce gioco
di polso che permette alla punta della canna di sfiorare la
superficie dello spot e con un lancio a pendolo far letteralmente
rimbalzare ( dall'inglese “Skip”, saltare) l'esca sull'acqua
vicina alla cover e farla cadere all'interno di essa.
Il secondo ci permette di rimanere più
lontani dalla cover ma a discapito della precisione. Si esegue
lasciando circa 30 cm tra l'esca e la cima della canna e partendo con
la canna laterale al corpo e parallela alla superficie e tenendola
con due mani caricare il lancio. L'esca anche in questo caso
rimbalzerà sull'acqua a patto di sceglierla (e vale per entrambi i
casi) di un tipo compatto e tenerla il più spiombata possibile.
Ma quando utilizzarli? E perché uno
piuttosto di un altro?
Dobbiamo fare una piccola premessa.
Come molti già sanno il blackbass è un predatore degno di questo
nome. Molti di questi utilizzano ostacoli di vari tipi come rifugio
ma anche come luoghi dove lanciare i propri agguati ed il
centrarchede non è da meno.
Chiaro quindi che, essendo un pesce
estremamente territoriale, il solo trovarsi una preda “dentro casa”
lo spingerà ad attaccare secondo molteplici motivazioni.
Questo il “perché” usare queste
tecniche. Ma quando?
In determinate stagioni (vedi autunno)
e giornate (nuvolose a tratti sereno) il bass non esiterà ad
attaccare i nostri artificiali.
Ma durante di una forte perturbazione
oppure con condizioni di acqua molto velata oppure ancora nelle
giornate calde estive quando cerca refrigerio la nostra preda si
nasconderà all'interno di quella che gli americani chiamano “cover”
ovvero tutti quei luoghi dove la vegetazione è preponderante in
corrispondenza della sponda o addirittura quando si protende sopra la
superficie. Questi spot sono da sondare con estrema cura utilizzando
il pitching, flipping o skipping a seconda della distanza dalla cover
oppure ancora dalla capacità del bass di poterci scrutare ovvero la
limpidezza dell'acqua. Skipping (lancio laterale), pitching/skipping
(lancio sottocanna), flipping in quest'ordine rappresentano in
maniera decrescente la distanza che potremo raggiungere.
Queste tecniche ci permetteranno di
stanare il bass da luoghi davvero ingombri e la reazione può essere
davvero esplosiva. Dovremo quindi scegliere attrezzi potenti (a volte
eccessivi ma fidatevi che più sicurezza significa meno slamate e
sofferenze per il pesce): la canna (ovviamente da castinc) sarà
compresa tra i 6'6” e i 7'6” con un potenza anche di 2oz.
Un buon 25lb di trecciato è il giusto
compromesso tra resistenza e diametro.
Non vi rimane che allenarvi e mai
demordere perché come per ogni cosa l'allenamento rende perfetti.

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