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giovedì 9 aprile 2015

IL MIO ARTIFICIALE PREFERITO: Rapala Down Deep Husky Jerk

Rapala. 
C'è altro da aggiungere? Eccome. Perché, se è vero com'è vero, che non è tutto oro quel che luccica basterebbe la sola storia di questo marchio per farlo splendere molto più del suddetto metallo. 
Sono passati quasi ottanta anni dal primo, classico pezzettino di legno che ci regala ancora tante emozioni. I materiali sono cambiati, il movimento modificato e diciamolo, anche le nostre acque non sono più le stesse. Eppure lanciando in acqua un Rapala si percepisce ancora tutto l'amore, le aspettative e la passione che mossero la mano di Lauri in quel primo favoloso esperimento. 
Il down deep husky jerk non fa eccezione.


CARATTERISTICHE 
Fratello della versione a paletta corta, questo artificiale fa della profondità di nuoto il suo vero punto di forza ("down deep" per l'appunto). 
Infatti pur mantenendo la sua classica azione suspending, che tanta fortuna ha portato al suo predecessore e la classica forma affusolata di comprovata efficacia, la casa costruttrice ne riporta una quota di nuoto di 3 metri a recupero e 6 a traina (vedremo in seguito). 
Insomma un artificiale studiato per sondare le profondità sia delle fresh water sia delle acque aperte. 
Al suo interno 6 sfere metalliche coadiuvano le funzioni di zavorra e rattles. Questi ultimi generano un suono notevolmente alto (sia per quanto riguarda la frequenza che il loro volume) quindi di facile rilevamento anche in acque torbide. 
La paletta è piuttosto pronunciata, come si converrebbe ad un crank bait e il suo angolo rispetto all'asse centrale del corpo è molto ridotto. 
Ultime ma non ultime vanno spese due parole per le ancorette: se in genere è buona norma sostituirle su qualsiasi artificiale, la qualità di quelle "di serie" ci può far sicuramente passare pescate tranquille.  

IL LANCIO: 
Come già detto il minimo angolo tra il corpo e la paletta è un fattore decisivo se si parla di gittata. Anche se comunque non raggiungerà mai distanze da surfcasting (ma neanche di cucchiaini ondulanti di pari uso) esso rimane per la sua categoria uno dei primi della classe, cosa che non si può certo dire per husky jerk con paletta corta ma questa è un'altra storia. 
Questo grazie alla sua aerodinamicità in volo donatagli dalla compattezza delle sue forme e da una distibuzione accurata dei pesi che media tra gittata e correttezza della posizione. 

IL RECUPERO: 
Se per il lancio si è guadagnato un bel 7+/10, se osserviamo a sua azione una volta girata la manovella del mulinello i voti si impennano. 
Già dai primi metri si capisce subito il carattere rivoluzionario. Due o tre giri di archetto e l'esca raggiunge la profondità d'azione. Qui l'artificiale si ferma e la sua azione supending fa meraviglie. Una di queste è la possibilità di poter scegliere tra due differenti recuperi: 
1) recupero regolare, non preoccupatevi per la velocità, tiene anche quella estrema 
2) recupero sincopato con jerkate potenti che presenta l'artificiale in un modo molto attrattivo ed anche molto divertente da utilizzare. 
Ma un appunto va fatto sulla profondità di azione: i tre metri segnalati come quota massima a recupero e i sei a traina a mio parere sono lungi dall'essere raggiunti. Ci si avvicina,ma non l raggiunge. Supera di poco 2m a recupero e sfiora i 5 a traina. 

FORMA E COLORAZIONI: 
Il down deep husky jerk è disponibile in 15 differenti colorazioni con diversi effetti che vanno dal traslucido alla copia realistica. Si può scegliere anche il modello più grande e pesante (12cm per 15gr) che monterà 3 ancorette, due di pancia e una di coda, del medesimo tipo e dimensioni del modello da 10cm.


PREDE: 
Con i suoi dieci centimetri possiede la giusta misura per poter essere impiegato con successo su prede di taglia e non, fresh e salt water. 
Di comprovata efficacia su bass, lucci, aspi, luciperca ed anche grosse trote. 

 


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