La modernità si sa è foriera di
cambiamenti. Incredibili, sconvolgenti, positivi o negativi. Non
entrerò nel merito di quest'ultima dicotomia che sfocia più nella
filosofia che nella attività alieutica.
È esattamente della pesca di cui
voglio analizzare i cambiamenti. Perchè se è vero che la modernità
muta gli strumenti e le dinamiche, inevitabilmente essi hanno come
conseguenza di cambiare profondamente anche noi (pescatori). È
infatti in questi ultimi anni che, oltre a laghetti a pagamento,
materiali sempre più performanti, infinite (e la maggior parte delle
volte sterili) diatribe se provoca più danni l'inquinamento o il
temutissimo siluro, come dicevo si è sempre più plasmata una nuova
scioccante figura: il social pescatore!
Le sue mani, come una sorta di
mitologica creatura, sono fuse con la tastiera/tablet/smartphone.
Il suo tempo libero, e non, lo
trascorre con la testa dentro lo schermo del suddetto computer/
tablet/smartphone collegato con chissà quale social network.
Ma attenzione, non parlo di coloro che,
legittimamente, "postano" una foto di un pinnuto trofeo
sulla propria bacheca o di chi alle prime armi (o non) chiede
consiglio a qualche "comunità" per avere un quadro più
completo.
Queste motivazioni sono giuste e anzi
consigliabili per conoscere questo mondo a 360 gradi.
Parlo di alcuni che, elevati motu
proprio a paladini di sportività ed ecologia (spesso con alle spalle
anni giovanili di grasse padellate di pesce), si dimenticano che
filosofie come il catch and release le hanno "inventate" ed
attuate generazioni a molti anni di distanza da loro, generazioni di
sicuro più giovani. Spesso questo è proprio il motivo per il quale,
oltre forse all'invidia, si sfogano tramite touch screen, inveendo
senza insegnare ed invece di essere "vertici" della loro
comunità (vantandosi...che poi sai che soddisfazione) si trasformano
in capi cheerleader (con annesso stuolo di aiuto-cheerleader) che
fanno il bello e cattivo tempo, con il ditino puntato e l'occhio
clinico, dediti alla social accusa tra le quali: "il pesce non
si tiene in quella maniera","il dito non va così","il
vento potrebbe danneggiare il pesce" (l'ultima l'ho inventata).
Questo per dire che quando vado a pesca
(quella vera) il massimo alterco che posso avere con un pescatore è
se pesca troppo vicino a me (mai successo). Rimpiango quei gentili
cenni di saluto quando si incontra un'altra persona con la mia stessa
passione lungo il corso d'acqua, quando si scambiano due chiacchiere
sulla montatura, ecc. Ho sempre notato rispetto tra noi pescatori e
non quel deleterio nonnismo che troppo spesso si nota su questi
mezzi.
Quindi questo mi fa domandare: sono veri pescatori questi
ultimi?
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