Oramai chi segue il mio blog lo sa: per me non esiste nulla di comparabile ad una cattura effettuata con un artificiale auto-costruito.
Questo perché alla soddisfazione della cattura in sé si somma la gioia di aver compreso i principi base che regolano l'home-made, disciplina che concentra in se fondamenti di idrodinamica, biologia e , perché no, una certa nota artistica.
Con questo articolo, che non vuole essere un tutorial ma bensì una guida oppure un libretto di istruzioni, cerchiamo di addentrarci sempre più in questo affascinante mondo attraverso la spiegazione di un minnow “base”.
Prima di iniziare, vi prego di prestare attenzione alla vostra sicurezza in quanto utilizzerete strumenti da taglio o che comunque possono ferire e di leggere, inoltre, i modi e le precauzione d'uso dei suddetti prodotti chimici. Svolgete ogni lavoro in un luogo ben ventilato ed adottate ogni accortezza possibile quali occhiali protettivi, guanti e mascherine.
Per iniziare necessiteremo ovviamente di una forma di base bidimensionale. Essa dovrà rispettare determinati parametri fondamentali per il nuoto: una forma per cosi dire “affilata” sarà molto più performante rispetto ad una circolare ed opporrà molto meno resistenza sui fianchi durante il movimento facilitando quest'ultimo. La forma stilizzata di un pesce è ovviamente la scelta più immediata che risponderà anche a necessità biologiche, su tutte l'attività predatoria del nostro futuro trofeo.
Ma andiamo con ordine.
Recuperiamo un foglio di cartone o di plastica trasparente (o di un materiale che difficilmente di deformerà o piegherà) sul quale riporteremo il perimetro della forma prescelta.
Una volta segnata in modo indelebile, procediamo a sagomare la forma tagliando l'eccesso per avere la forma base bidimensionale.
Ripetere l'operazione ricalcando il bordo su un pezzo di balsa di spessore adeguato per formare il corpo.
A questo punto sgrossiamo la forma con l'aiuto di un seghetto, manuale od alternativo oppure di un coltello. Più siamo precisi in questa fase, meno lavoro di compensazione dovremo fare successivamente.
La forma di massima è formata ma solo dal punto di vista laterale.
Il passo successivo consiste nell'assottigliamento delle parti di testa e di coda.
Questa procedura ricalcherà la prima ma se sarete accurati potrete evitare di disegnare un secondo modello e segnare le linee di taglio
a mano nella parte superiore del pezzo.
Questa fase influirà molto dal punto di vista fisico del nuoto. In genere una forma universale si compone di un baricentro fortemente spostato in avanti con il maggior rigonfiamento nella sezione pettorale del pesce.
Ora avete tra le mani un grezzo estremamente simmetrico, ma se non è cosi non disperate. Infatti nella prossima fase, quella di limatura e scartavetratura, andremo ad arrotondare tutti quegli spigoli (superiori, inferiori e laterali) che il taglio per forza di cose forma.
L'aspetto da tener in maggior considerazione sarà la simmetria tra i due fianchi. Essa infatti permetterà un nuoto fluido e naturale. Potrà essere ottenuta tramite l'uso combinato prima di una lima a grana grossa o di carta vetrata provvista della stessa grana, poi di carta vetrata a grana fine entrambe usate seguendo il naturale verso del legno per non “sfilacciare” il grezzo.
Nel caso di evidenti protuberanze la lima sarà utile anche per livellarle.

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