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lunedì 14 aprile 2014

Spinning al siluro

Cosa emoziona più un pescatore della cattura di un big? Cosa emoziona più un pescatore della cattura di un siluro?
Già perché “gigante” per le nostre acque (e per molte altre) è sinonimo di “siluro”.
Se poi lo si accompagna alla parola “spinning” si disegna una tecnica la cui crescita è direttamente proporzionale all'espansione del Glanis.
Attrezzi potenti ed artificiali di generose dimensioni caratterizzano lo spinning al siluro... unico nel suo genere come unica è la preda.


ATTREZZATURA:
Il Silurus glanis è una specie di tutto rispetto per quanto riguarda la mole. Di conseguenza gli attrezzi saranno proporzionati. La canna, armata di anelli a doppio ponte, avrà una lunghezza che varierà tra i 2,40 metri e i 2,70 metri a seconda della grandezza dello spot, in genere fiumi di fondo valle, capace di lanciare dai 70 ai 100 grammi circa. L'azione parabolica progressiva ci garantirà una riserva di energia vicino al calcio.
La grandezza del mulinello sarà giustificata dal diametro del filo. Un 5000-6000 sarà più che sufficiente per contenere una buona quantità di trecciato con un carico di rottura tra le 50 e le 75 libbre (22-34 kg circa).
Personalmente preferisco utilizzare mulinelli da casting in quanto, utilizzando artificiali di notevole peso, lo sforzo ricade sulla bobina rotante e non sulla leva (ovvero il mio braccio).
Ma pesce grande uguale... esche grandi. Questo, per evidenti motivi di spazio, necessita una selezione. 
Ondulanti, crank bait, jointed minnow, lipless affondanti e shad in gomma piombati sono una giusta scelta nell'immenso panorama delle esche poiché, già quando porteremo con noi 10 artificiali, il peso sarà cospicuo.
Un trucco per evitare cocenti slamature è sostituire gli anellini di collegamento tra artificiale e ancoretta e magari anche quest'ultime con accessori di provata resistenza.
Nel caso lo spot possa nascondere esemplari di taglia si può utilizzare un cavetto d'acciaio come terminale seguito da potenti moschettoni, che possano reggere fino a 100 libbre, per collegare gli artificiali.


COMPORTAMENTO:
In questa sezione si vuole approfondire, ma dal punto di vista alieutico, quanto già scritto nell'articolo “Il siluro” già presente su questo blog.
Quando me lo chiedono rispondo sempre che, con le dovute differenze, lo spinning al siluro e molto simile allo spinning alla trota nelle piccole acque.
Difatti i meccanismi di preservazione delle energie ed i processi mentali che questi comportano sono del tutto simili.
Il glanis è un predatore che fa dei fiumi di fondo valle prevalentemente il suo teatro di battaglia e habitat ideale. Questo ci spinge ad analizzare le caratteristiche di un fiume con particolare attenzione alla portata d'acqua.


FIUME IN SECCA:
Questo è il caso più difficile per noi spinners.
Il siluro tende ad aggregarsi in buche profonde insieme ad altri esemplari. Il metabolismo rallenta visibilmente quasi al livello invernale probabilmente per risparmiare più energia possibile per un futuro incerto. Ma se è vero che la predazione diminuisce questa non si azzera e paradossalmente il fatto che essi si aggreghino ci regala un vantaggio una volta individuata la buca.


FIUME IN CONDIZIONE IDROMETRICA STANDARD:
Giri d'acqua, pescaie, prismate, alle spalle di ostacoli sommersi o in punti un cui la corrente rallenta. Questi sono le zone da sondare con particolare cura assicurandosi di far permanere l'esca il più a lungo possibile.
Se si ha la possibilità di utilizzare un ecoscandaglio sarà utile per trovare le buche profonde dove il siluro naturalmente si rifugia per la predazione.


FIUME IN PIENA:
Un momento magico...
La condizione per la quale ogni pescatore aspetta mesi e mesi. Infatti, in queste occasioni, il glanis entra in una vera e propria frenesia alimentare che lo porta nelle anse che il fiume strappa alle terra presso le sue sponde.
Queste “piscine” sono posti magici nei quali il siluro con il minimo sforzo ottiene il massimo risultato: la preda. Sondare l'argine dove l'acqua rallenta è la strategia vincente per il big.



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