Per favore, leggere "Disclaimer"



mercoledì 19 marzo 2014

Il cucchiaino rotante

Che voi siate tipi da torrente o da lago, “bassisti” o “trotaioli”, che preferiate la barca o tenere i piedi all'asciutto, il cucchiaino rotante sarà sempre il minimo comune multiplo che vi accomunerà a tutti i pescatori di tutto il mondo.
Artificiale antico dal funzionamento sconcertante e dalla forma insolita a cui “non daresti una lira”, questo piccolo pezzo di metallo ha rivoluzionato la pesca, creando una tecnica spettacolare e continuando a regalarci ogni giorno sogni provvisti di pinne.

ORIGINI:
Luogo: Francia. Periodo: tra le due guerre mondiali. In questa cornice si sviluppa l'affascinante storia del Mepps. Un certo Monsieur Meulnart, ingegnere francese, creò dal nulla questo strano aggeggio ma era il 1938. Come avvenne per altre invenzioni alieutiche la guerra ne impedì lo sviluppo. Ma fu proprio la 2° Guerra Mondiale che permise a Todd Sheldon, proprietario di un negozio di pesca nel Wisconsin di conoscere quest'esca miracolosa. Il passaggio dall'esperienza del Wolf River al mondo fu diretta conseguenza. Prima importazione poi fabbricazione, gli americani compresero la forza di questo pezzo di metallo, facendocelo conoscere anche a noi e “allamandoci” a prima vista.
Fu un pullulare di nuove versioni e miglioramenti. Tra questi come esimersi dal ricordare, un po' per patriottismo, Stanislao Kuckiewicz inventore dell'italianissimo cucchiaino rotante Martin. La sua paletta collegata direttamente sull'asse in metallo ha incantato tutti noi italiani diventando un must.

CARATTERISTICHE:
Oltre alla differenza più evidente già menzionata relativa al collegamento della paletta sull'asse metallico, è proprio la forma di quest'ultima che ne caratterizza il funzionamento specifico per vari ambienti.
Dalla classica forma “Colorado” (dal disegno ampio che oppone grande resistenza in acqua ed impiegata in acque ferme per il suo elevato angolo di rotazione) alla “foglia di salice” (utilizzata per recuperi sul fondo grazie a soli 30° angolari di azione) passando per quella tipo “Indiana” (una via di mezzo tra le due che ci permette di utilizzarlo in acque di medie velocità e di medie profondità) , la paletta si è evoluta per assicurarci la massima versatilità su ogni acqua e su ogni preda.
Ma è davvero tutto qui? Voglio dire: la sola paletta che ruota basta a catturare i pesci?
In realtà, dietro lo studio e la progettazione di un'esca di questo tipo ci sono molte più accortezze di quanto non ci si possa aspettare.
La prima, e forse fondamentale, riguarda il rapporto di grandezza zavorra/paletta che, anche se non fondamentale per l'aspetto catturante, è altresì essenziale per il funzionamento meccanico. Viene infatti logico pensare che un corpo leggero accoppiato ad una paletta sproporzionatamente grande ne impedirà il funzionamento impedendo il corretto posizionamento in acqua. Al contrario un peso importante abbinato ad una paletta di un numero basso non ne inficerà il movimento ma cambierà il nostro approccio, per esempio escludendoci l'uso in superficie.
Una variante potrebbe essere la posizione del corpo zavorra sull'asse. La maggior parte dei rotanti concentra il peso nella parte posteriore per aiutare il lancio e tenere in posizione l'artificiale durante l'azione di nuoto. Ma esistono anche diversi rotanti con la zavorra spostata in avanti, oltre la paletta stessa. Quest'ultimi si rivolgono ad utilizzi sul fondale, in acque lente donando una perfetta rotazione della paletta anche in fase di caduta, sua caratteristica principale.
La seconda accortezza riguarda il colore. Oramai esistono una pletora inimmaginabile di colori e varianti con la quale i produttori attirano più i pescatori che i pesci. La vera verità e che oltre il riverbero la preda viene attirata dalla vibrazione che si spande in acqua. Eventuali fantasie cromatiche che spezzano la “monotonia” riflettente delle palette possono funzionare a basse velocità ma mi lasciano molto perplesso in quanto, durante la rotazione, si perde la percezione visiva delle stesse sulla paletta relegandole semplicemente a sfumature ma utili con acque limpide e giornate serene per smorzare lampi di luce troppi vistosi che potrebbero giocarci contro anziché favorirci.
Quello che funziona invece riguarda il contrasto di colori tra corpo e paletta o tra paletta e paletta (nel caso di tandem). Quindi, al momento dell'acquisto o della costruzione, sarà molto utile valutare anche il colore del corpo.
Detto ciò non avete più scuse: ora sapete come trovare il rotante giusto per il posto giusto.

Nessun commento:

Posta un commento