Il termine inglese spinning definisce un tipo di tecnica alieutica che, per i più campanilisti, si può chiamare pesca al lancio. Detto ciò risulta logico e necessario conoscere come lanciare l'esca e, ovviamente, le tecniche più attrattive per riportarla a riva magari con un vivace regalo attaccato.
TECNICHE DI LANCIO
Ogni lancio è ovviamente specifico per un determinato ecosistema, per una certa preda calcolando il peso dell'esca artificiale ed del tipo di attrezzo che si utilizza.
Ogni lancio è ovviamente specifico per un determinato ecosistema, per una certa preda calcolando il peso dell'esca artificiale ed del tipo di attrezzo che si utilizza.
- Lancio superiore a una mano: è il classico lancio utilizzato per scagliare l'esca a una buona distanza da riva, leggermente a discapito però della precisione, facendole disegnare una grande parabola in aria.
vista laterale
- Lancio laterale: molto più preciso rispetto al precedente permette
all'esca di compiere una traiettoria molto più schiacciata sulla superficie dell'acqua senza raggiungere le distanze del precedente ma avendo comunque una gittata utile.
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- Lancio a due mani: utilizzato con artificiali pesanti trova la sua massima espressione in tecniche come il carpfishing o il surfcasting nelle quali si ha la necessità di lanciare grandi piombi a molti metri di distanza. È un tipo di lancio molto tecnico che richiede una discreta coordinazione tra spinta (del braccio destro) e trazione (del braccio sinistro) per fermare il moto della canna circa ai 45° per allineare il cimino all'uscita del filo ed ottenere la massima gittata possibile.
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- Lancio a pendolo: il massimo se si cerca la massima precisione per obiettivi molto vicini. Tecniche di pesca al black bass come il flipping o il pitching create oltreoceano ha elevato questo lancio ad una vera e propria arte. Utile in ambienti ingombri di ostacoli o per sondare il sotto riva.
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- Lancio a balestra: Personalmente utilizzo questo lancio nella pesca alla trota nei piccoli ambienti ed ecosistemi ricchi di vegetazione con attrezzature ultraleggere. L'unica difficoltà sta nel trovare il giusto timing tra il rilascio dell'esca ed filo dal mulinello.
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- Lancio sotto-canna: questo lancio l'ho scoperto solo negli ultimi anni grazie a pescatori molto più esperti di me. Non è forse uno dei più semplici nella sua esecuzione ma con un po' di allenamento diventa davvero efficace quando non possiamo fare grandi movimenti con la canna. Si parte da una posizione particolare. Si blocca il filo che esce dal mulinello normalmente con il dito indice mentre con l'indice della mano sinistra si trattiene la sezione di filo che va dalla mano destra al primo anello. Da qui con un gesto unico si slancia la canna verso l'alto e si scatta con la sinistra in direzione opposta rilasciando il filo quando la canna sarà nel punto più alto. Possiamo definirlo un lancio a pendolo potenziato dal movimento impresso dalla trazione del indice sinistro.
- Lancio sotto-canna: questo lancio l'ho scoperto solo negli ultimi anni grazie a pescatori molto più esperti di me. Non è forse uno dei più semplici nella sua esecuzione ma con un po' di allenamento diventa davvero efficace quando non possiamo fare grandi movimenti con la canna. Si parte da una posizione particolare. Si blocca il filo che esce dal mulinello normalmente con il dito indice mentre con l'indice della mano sinistra si trattiene la sezione di filo che va dalla mano destra al primo anello. Da qui con un gesto unico si slancia la canna verso l'alto e si scatta con la sinistra in direzione opposta rilasciando il filo quando la canna sarà nel punto più alto. Possiamo definirlo un lancio a pendolo potenziato dal movimento impresso dalla trazione del indice sinistro.
TECNICHE DI RECUPERO
Possiamo essenzialmente animare un'esca artificiale in due macro-modi.
Possiamo essenzialmente animare un'esca artificiale in due macro-modi.
Solo grazie alla trazione del mulinello:
Regular = recupero regolare senza variazioni di velocità nella rotazione della manovella del mulinello (es. adatto a cucchiaini rotanti)
Stop and Go = recupero a scatti con movimenti decisi sul mulinello (es. minnow)
Stop and Go = recupero a scatti con movimenti decisi sul mulinello (es. minnow)
Grazie al movimento della canna:
Io adotto un piccolo espediente per ricordare i recuperi più efficaci ricordando solo una parola: “villa”.
Recupero a “V” = Partendo in posizione con canna alta a sinistra abbassarla al centro, attendere un attimo per poi portarla alta a destra. Fatto ciò compiere i percorso inverso.
Recupero a “I” = Si comincia con la canna in posizione bassa e con un unico movimento si porta alta a scatti. Durante il percorso discendente si recupera il filo in bando (es. cucchiaini ondulanti). In alternativa, con altri artificiali (es. minnow), recuperando regolarmente a canna bassa si può variare la quota di nuoto portando la canna sequenzialmente prima fino al punto “a” (parallelo al terreno) e poi alta fino a fine corsa.
Recupero a “doppia L” = Riavvolgendo con regolarità si muove prima la canna bassa a sinistra, si riporta alta al centro infine bassa a destra. Arrivati a fine corsa di ogni segmento si attende qualche secondo sempre riavvolgendo con regolarità.
vista soggettiva
Recupero ad “A” (Walking the dog) = Estremamente utile e indispensabile in accoppiato con esche top water, consiste in forti jerkate prima a destra poi a sinistra del corpo, sempre a canna bassa. Il tempo di attesa al centro (punto A) è soggettivo.
Un ultimo appunto va fatto per ciò che riguarda i mulinelli da casting, più croce che delizia di molti che formano parrucche chilometriche. Per molti angler risulta molto difficoltosa la taratura di questo modello estremamente moderno, in particolare il rapporto tra freno meccanico e freno magnetico dello stesso. Personalmente uso molto il freno meccanico molto più produttivo e relego quello magnetico semplicemente per le piccole correzioni. Un mulinello ben tarato fa cadere l'esca molto lentamente quando il filo è libero di uscire. Perciò più che alla bravura dello spinner, come spesso sento, deve essere regolato in base al peso dell'esca che in fase di lancio trascina in acqua più o meno filo. Perciò con l'esca all'altezza del viso, liberate il filo. Se l'artificiale raggiunge terra in 4-5 secondi siete pronti e ben tarati!









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